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Padova, 2 ott 2021

GaudeaMUS!, il Museo della Goliardia dell’Università di Padova apre al pubblico

GaudeaMUS!, il Museum Goliardicum Patavinum dell’Università di Padova apre al pubblico.

L’inaugurazione, che si inserisce nelle celebrazioni per gli 800 anni dell’Università di Padova, si è tenuta alla presenza della tribuno Apocalisse Valerianas, della rettrice Daniela Mapelli, del sindaco di Padova Sergio Giordani, del consigliere alla Cultura della Provincia di Padova Enrico Turrin, degli ex rettori Gilberto Muraro, Vincenzo Milanesi, Giuseppe Zaccaria e Rosario Rizzuto, delle autorità civili e rappresentanze del tessuto economico del territorio, principi e senatori del Bo, goliardi e musici della Polifonica Vitaliano Lenguazza insieme alla cittadinanza.

Prima in Italia per genere e dimensione, l’esposizione, che ha ottenuto il patrocinio della Regione Veneto, ha sede all’interno di Palazzo del Bo e si affaccia sul Cortile Nuovo, nell’atrio antistante lo storico bar.

GaudeaMUS!

Il percorso espositivo di GaudeaMUS!, progettato e realizzato dalla Fondazione Otto Febbraio e finanziato dalla Fondazione Cariparo, si articola in 12 vetrine e tocca i principali aspetti storico culturali della goliardia, il tradizionale spirito che anima le comunità delle studentesse e degli studenti universitari. Obiettivo dell’esposizione, ad accesso gratuito, è quello di mostrare a visitatrici e visitatori, e tramandare alle future generazioni, i valori e le tradizioni secolari di cui la goliardia patavina è da sempre portatrice. GaudeaMUS! vuole spiegare il senso, l’origine e la storia di costumi, manifestazioni e tradizioni studentesche che – se agli occhi esterni possono apparire carnevaleschi, superficiali o grotteschi – hanno invece un significato profondo, che va compreso, riscoperto e tramandato come parte costitutiva del patrimonio culturale del nostro Ateneo e della città di Padova.

L’itinerario museale propone 350 tra vestimenti, feluche e documenti; oggetti che danno l’opportunità di assaporare l’interpretazione della Patavina Libertas – filo conduttore del Museo – e di comprendere come tale valore sia stato diversamente espresso nei secoli da studenti e studentesse.

Molte delle tradizioni e dei costumi che la goliardia patavina ancora oggi difende e tramanda rappresentano una perpetuazione anche simbolica degli antichi privilegi studenteschi sanciti dalla Costituzione Authentica Habita, emanata nel 1155 dall’imperatore Federico I Barbarossa ed è proprio da qui che inizia il percorso. L’elezione del Tribuno, gli Ordini Goliardici (o Accademie), il dono della gallina al rettore, la figura del Questore del Bo, la questua goliardica, le feluche delle Facoltà, orsine, mantelli, sai, insegne di ogni genere sono disponibili per scoprire le ‘regole’ scritte e non scritte negli anni, contenute nei codici come ‘il Morandini’ o tramandate verbalmente.

Altro tema trattato nel Museo, è la musica goliardica. All’interno di GaudeaMUS! sono visibili i testi originali di canzoni che hanno fatto la storia della Goliardia del ‘900 nonché strumenti, storici indumenti e produzioni musicali della celeberrima banda musicale ed Ente Morale Polifonica Vitaliano Lenguazza. A tutto ciò si aggiungono il racconto di memorabili scherzi goliardici (corredati di foto e articoli di stampa), del processo di iniziazione goliardica, del battesimo della feluca, di sagaci manifesti ‘goliardico-politici’ e di molto altro. Una parte è dedicata al papiro di laurea, tradizione unica del nostro Ateneo, e alla sua storia con riproduzioni e originali dell’800 e del ‘900.

“Ancora una volta GaudeaMUS!. Non si poteva trovare nome più adatto al Museo della Goliardia in Padova – afferma Apocalisse Valerianas, al secolo Elena Baldan, la Tribuno delle Genti Venete – se non ciò che anima gli studenti universitari in ogni angolo del pianeta; invito tutti a leggere nella prima vetrina del Museo il testo e le parole del nostro Inno e a carpire i significati che esso porta. Da sempre Padova è stata promotrice di cultura, di arti, di scienza e del pensiero umanistico. E in quanto culla della goliardia non poteva che fregiarsi di questo onore. I Goliardi di ogni età hanno saputo cogliere l’opportunità di trasformare ciò che sembrava inizialmente un problema in una grande risorsa. Grazie a chi ha messo intelligenza, tempo, caparbietà e grande professionalità per realizzare questo che è per noi, studenti di oggi, uno sguardo sul futuro”.

Tribuna e rettrice

“La goliardia è un tocco di colore, a tinte vivaci, che ha accompagnato, e continuerà a farlo, la lunga storia del nostro Ateneo – dichiara la rettrice dell’Università di Padova, Daniela Mapelli –. Una tradizione in movimento: a tramandarla sono studentesse e studenti capaci di guardare al passato, rimanendone affascinati, contribuendo con la loro passione a scrivere le future pagine di una storia che ora trova – e non poteva essere che a palazzo Bo, cuore dell’Ateneo, e nell’ottocentesimo anno di fondazione – un degno spazio nel quale venire raccontata. Permettendomi una piccola nota personale, ricorderò con piacere questa inaugurazione, primo evento pubblico nel mio ruolo di rettrice dell’Università di Padova”.