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Il restauro del patrimonio a Palazzo Bo

Accanto ai progetti museali, gli anni delle celebrazioni per l’Ottocentenario sono l’occasione per grandi campagne di restauro dello straordinario patrimonio storico-artistico dell’Ateneo.

Le principali iniziative riguardano luoghi e opere di grande rilievo simbolico e dal forte valore identitario.

Archivio antico

Il primo intervento realizzato, nel 2018, è stato un importante intervento di salvaguardia dell’arredo dell’Archivio Antico, in particolare della libreria realizzata, tra 1698 e 1704, dall’artista fiammingo Michele Bertens per l’abbazia di Santa Giustina a Padova; trasportata poi nel 1816 in Sala dei Giganti, sede della Biblioteca Universitaria dell’Ateneo fino a inizio Novecento, la libreria venne infine rimontata al Bo, per volere dell’allora rettore Carlo Anti.

I preziosi mobili con intagli naturalistici sono stati oggetto di un restauro volto a interrompere il degrado in corso, eliminare il particellato, bloccare l’attacco biologico in atto e fermare la disconnessione degli intagli. L’intervento è stato finanziato dai Rotary Club della Provincia di Padova.

Aula Magna Galileo Galilei e arredi di Gio Ponti

Un grande e impegnativo intervento di restauro e salvaguardia riguarda lo straordinario insieme di elementi d’arredo e architettonici progettati per Palazzo Bo dall’architetto milanese Gio Ponti nel periodo tra il 1936 e il 1942, su commissione di Anti.

Lo straordinario sodalizio tra committente e artista portò alla ristrutturazione e decorazione degli ambienti dell’Aula Magna, delle sale di laurea e del rettorato, in un unicum in cui i diversi elementi portano l’inconfondibile “segno” del grande architetto milanese.

Il restauro, che ha luogo a partire dall’estate 2021 fino ai primi mesi del 2022, restituirà l’integrità a tavoli, sedie, armadi, porte, scorrevoli in legno, pavimenti, nonché all’insieme compositivo dell’Aula Magna e dello scalone del Sapere, tenendo conto delle tecniche del periodo di origine e sulla base della documentazione progettuale e fotografica dell’epoca.

A questi interventi, si aggiungono inoltre: